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F.a.q.

Adotta un papà

L'iniziativa nasce dall'esigenza di offrire il lavoro e quindi la chiave del riscatto socio-economico immediato ad una famiglia nel Sud del mondo, dove l'alternativa è la miseria, la fame o forse il dramma dell'emigrazione forzata. I missionari presenti sul luogo sono quotidianamente assillati da tale problema sempre più incalzante e noi intendiamo affiancarli e sostenerli nella loro attività di evangelizzazione e promozione umana offrendo una risposta significativa. L'esperienza di "Adotta un papà" offre molti spunti per riprogettare un aiuto efficace a chi è costretto ad emigrare solo per cercare un lavoro nei Paesi ricchi, con conseguente traumatico sradicamento dalla propria famiglia e dalla propria terra. Bastano 25€ per il salario settimanale di un lavoratore nel Sud del mondo (100€ al mese - 1200€ all'anno). Ciò è emerso da nostre valutazioni sul costo medio del lavoro, sia in America Latina che in Africa ed in Asia. Pertanto, si offre, con uno sforzo economico relativamente piccolo per un cittadino medio dei paesi ricchi, un sostanziale contributo contro la fame e la miseria e una nuova risorsa sociale e culturale della comunità internazionale.

Il cittadino che adotterà un papà in modo più continuativo potrà avviare un rapporto diretto con il missionario responsabile sul posto, poiché riceverà dallo stesso le informazioni del lavoro eseguito. Come avviene con l'adozione a distanza di un bimbo, anche "Adotta un papà" potrà produrre un risultato molto importante anche nel Nord del mondo, non solo sul piano economico, ma soprattutto su quello culturale e di civiltà. Infatti, adottando un papà si assicura, offrendo un lavoro sul posto, la sopravvivenza ad un'intera famiglia, che nel Sud del mondo comprende spesso più di 10 bimbi. Questo aiuto da luogo ad una prima sussistenza economica e consente di combattere "sradicamenti" e migrazioni forzate, per perseguire invece una reale Civiltà dell'Amore.

Il ruolo dei Missionari in loco

I missionari, attraverso il proprio Istituto Centrale, inviano alla segreteria del Comitato l'elenco delle richieste di lavoro della Missione, specificando sia i nominativi dei lavoratori, sia il tipo e la durata di ogni singolo lavoro per il quale si richiede il finanziamento. Indicano inoltre una priorità delle opere più urgenti. Nel caso della modalità "Adotta un papà" si possono richiedere finanziamenti per tutti i tipi di lavoro presso la Missione, purché rientranti nella cifra di 100 € al mese. Per settimana lavorativa s'intende il lavoro svolto in una settimana di calendario secondo le modalità e gli orari vigenti sul posto, senza condizioni predeterminate. Le condizioni di lavoro saranno quelle poste dal Missionario locale, secondo le norme da lui localmente seguite.
Il missionario del posto rimane il responsabile del lavoro richiesto e svolto.
Al missionario locale spetta il compito verso l'Istituto Centrale in Italia di:
- Formulare la richiesta di finanziamento di settimane lavorative
- Ricevere i finanziamenti attraverso il proprio Istituto
- Confermare che il lavoro finanziato è stato eseguito

Inoltre al missionario locale spetta di indicare le persone che hanno contribuito alla realizzazione del lavoro, nonché l'avvenuta realizzazione del progetto da parte dei papà adottati.

Il ruolo dell'Istituto Missionario Centrale

L'Istituto centrale rimane, nella persona di un responsabile nominato, il punto di riferimento in Italia, sia per il Comitato, sia per i cittadini interessati. Gli Istituti Missionari Centrali continueranno a mantenere i contatti con la segreteria del Comitato ed a fornire quadrimestralmente i consuntivi per la pubblicazione dei risultati e dei nuovi progetti.
La raccolta di fondi offerti dai singoli cittadini verrà effettuata sul conto dei rispettivi Istituti Missionari. Questi provvederanno a ringraziare i cittadini, inviare loro la scheda della persona adottata o del progetto realizzato e a trasmettere l'intera somma e gli estremi del benefattore ai missionari sul posto, perché questi possano avviare la procedura di adozione. Il missionario in loco risponderà direttamente al benefattore.

Il ruolo del Comitato di Collegamento di Cattolici

Il Comitato riceve la domanda dalle missioni tramite il rispettivo Istituto e comunica le condizioni di svolgimento nell'ambito della Campagna di sensibilizzazione e pubblicità nella formula prescelta. Il CCC informa i cittadini interessati circa l'iniziativa e le sue modalità indirizzandoli, per il contributo finanziario direttamente ai Missionari, tramite il loro conto corrente. Il Comitato favorisce quindi l'avvio del rapporto diretto tra il cittadino ed il Missionario.

Adotta un bambino

L'adozione a distanza di un bambino è un microprogetto di sviluppo che riguarda una persona nella sua completezza: un bambino bisognoso. Egli vive nella sua terra con la sua famiglia e lì intende svilupparsi con tutta la sua dignità, senza essere strappato via solo per ragioni di povertà. Centinaia di milioni di bimbi nel Sud del mondo mancano di tutto per svilupparsi almeno secondo i bisogni fondamentali di alimentazione, salute, abitazione, scuola. L'adozione a distanza fatta di cittadini o famiglie del Nord del mondo verso un bimbo nei paesi poveri offre una risposta umana complessiva al piccolo e alla sua famiglia. L'aspetto fondamentale di questa iniziativa è che agisce alla radice della povertà perché da subito toglie dalla miseria un bimbo, che domani potrà sviluppare se stesso, la comunità in cui vive e il proprio paese, grazie all'aiuto a distanza avuto disinteressatamente negli anni più difficili. Per questo consigliamo, senza vincolo alcuno, che l'adozione a distanza possa essere sostenuta almeno per 3 anni. Con l'adozione a distanza sarà possibile, tramite i missionari, ricevere sue notizie e comunicare con lui. Infatti è il missionario sul luogo, la persona di riferimento che propone alla nostra Organizzazione i bimbi bisognosi di aiuto, ed è sempre il missionario che, ad adozione avviata, tiene i rapporti direttamente con il benefattore. Anche il contributo finanziario viene inviato direttamente e per intero al missionario, tramite l'indirizzo e il conto della sua Curia Generalizia in Italia.

Progetto scuola

La proposta consiste nel creare un collegamento tra una scuola italiana e una scuola di un paese nel Sud del Mondo, grazie alla collaborazione dei Missionari sul posto, per favorire sia la crescita, lo sviluppo e l’educazione locale di bambini e giovani di paesi poveri, che il nostro arricchimento educativo alla mondialità. In particolare la scuola in loco deve poter garantire un salario mensile agli insegnanti (papà e mamme della comunità locale) per il proprio servizio di educazione rivolto ai bimbi e ai ragazzi del villaggio locale.
Lo stipendio mensile per un insegnante nel Sud del mondo equivale mediamente a 100€ al mese, per un adeguato sostentamento proprio e della propria famiglia. L'intervento consiste che ogni classe della scuola italiana offra (composta mediamente da 20 a 25 alunni/studenti), offra 1€ al mese per garantire 1 settimana di lavoro ad un papà/mamma insegnante della scuola nel Sud del mondo. Basterebbero quattro classi italiane per assicurare il salario mensile ad un insegnante per tutto l’anno scolastico.

La Scuola italiana potrà predisporre, in collaborazione con l’Istituto Missionario in loco, un programma educativo basato su uno scambio culturale tra le scuole. Ogni classe della scuola italiana potrà creare occasioni di conoscenza e scambio interculturale continuativo con la scuola in loco, per una efficace Educazione alla Mondialità. Si potranno inoltre organizzare eventuali occasioni o momenti per raccolte più specifiche per provvedere alle necessità primarie della scuola in loco (es. offerta di banchi di scuola, di quaderni, libri, pasto scolastico - unico alimento spesso nel giorno etc), qualora fosse opportuno e desiderato.