Rassegna stampa
tratto da AVVENIRE del 19 novembre 2006
MICROCREDITO, UNA SFIDA PER LO SVILUPPO
Per il Comitato di collegamento dei cattolici per la Civiltà dell'amore non c'è "bomba demografica" che tenga. Secondo le previsioni degli scienziati, per il 2050, la popolazione mondiale dovrebbe attestarsi a circa 11,7 miliardi di persone: più o meno il doppio di quella attuale. Il rischio è dunque che la povertà coinvolga fasce sempre più ampie di popolazione, soprattutto dei Paesi del Terzo Mondo, rendendo la situazione insostenibile.
Di fronte a questo dato allarmante, il gruppo nato attorno all'ingegner Giuseppe Rotunno e a Maria Romana De Gasperi torna a far leva sui microprogetti e il microcredito. È questa la strada che stanno portando avanti da più di vent'anni e rilanciata nei giorni scorsi. «Si tratta - spiega Rotunno - di piccole sfide, come le adozioni a distanza, la costruzione di pozzi d'acqua, l'edificazione di scuole, di piccoli ambulatori ospedalieri, fino alla promozione di microimprese». Nel tempo sono nati, poi, anche progetti per la conversione delle armi nucleari a favore dello sviluppo. La filosofia del Comitato è che, per costruire "la Civiltà dell'amore", bisogna muoversi a piccoli passi. «Da anni - spiega Rotunno - ci battiamo per superare il modello assistenzialistico nei confronti del Terzo mondo».
Il comitato per la Civiltà dell'Amore (Info allo 06-79350412) punta dunque soprattutto sul lavoro svolto da questa gente, che però con quanto guadagna non riesce ad andare avanti, tanto da essere molto spesso costretta ad emigrare. «Per questo - continua Rotunno - da anni stiamo portando avanti il microprogetto "Adotta un papà". Con soli venticinque euro è possibile garantire uno stipendio settimanale alla gente che lavora nel Terzo mondo».
Un'iniziativa simile è "Adotta un insegnante", un progetto che consiste nell'offrire uno stipendio complessivo di 100 euro al mese per un docente che in questi luoghi segue almeno settanta bambini. «Questa sfida - aggiunge Rotunno - è rivolta principalmente alle scuole e, per i ragazzi, costituisce un concreto corso di educazione alla mondialità. Basti pensare che quattro classi da venticinque alunni ciascuno, versando un euro al mese riuscirebbero a sostenere un insegnante». Al Comitato sottolineano soprattutto che certe esperienze sono occasioni di crescita umana dei ragazzi i quali hanno l'opportunità di entrare a contatto con i missionari, vero volano delle iniziative.
L'ultimo fronte su cui ci si muove è quello delle microimprese. Spiega Rotunno: «Nel tempo, grazie ad un gruppo di professionisti italiani (artigiani, parrucchieri, sarti, pasticcieri) che sono andati in questi posti a insegnare il proprio mestiere sono nate vere e proprie imprese». I risultati sono interessanti perché, in Africa e in America ad esempio, sono nate diverse cooperative. «Una piccola dimostrazione - conclude Rotunno - per dire che la civiltà dell'amore è possibile e che la "bomba demografica" non esploderà».
Francesco Rositano |
Segreteria Comitato ROMA
tel.+39.06.79350412

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