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Conferenza stampa

DAI MICROPROGETTI AL LAVORO PER LA CIVILTÀ DELL’AMORE

Nel 1986 nasce Campagna di microprogetti di sviluppo con i Missionari nel Sud del mondo “Contro la fame cambia la Vita” che sensibilizza i cittadini ad intervenire direttamente nella tragedia della miseria e della fame nel mondo.
Si offriva per la prima volta al grande pubblico, che sempre meno avrebbe potuto raggiungere direttamente, l’esperienza diretta di missionari e volontari così traumatica ed insieme affascinante, di fare qualcosa di concreto contro la fame:. Ad oggi sono stati realizzati con la Campagna oltre 22.000 in più di 40 nazioni povere del mondo, grazie alla presenza sul posto dei Missionari di oltre 40 congregazioni. Il beneficio diretto complessivamente portato nel sud del mondo è stato di circa 500.000 persone. Grazie agli Operatori Media, nazionali e locali che gratuitamente hanno offerto i loro spazi ogni anno dal 1986 ad oggi ed in numero sempre maggiore, sono stati sensibilizzati milioni di cittadini a conoscere i vari tipi di microprogetti, come ad esempio l’Adozione a Distanza di bambini, lanciata nel 1987 per il grande pubblico italiano e che oggi interessa centinaia di migliaia di persone. Grazie al Papa e grazie ai Media con il nuovo Millennio abbiamo lanciato la nuova formula di solidarietà, definita – dal Testimonial l’islamico Idris (Edrissa Sanneh) alla Radio Vaticana - come la prima cosa rivoluzionaria ad inizio millennio : Adotta un papà nel sud del mondo tramite i Missionari, anche solo per una settimana.
E’ nata una sfida:
Se ogni famiglia italiana compie questo gesto “rivoluzionario”, oltre 400.000 capi famiglia nel sud del mondo lavorerebbero nella loro terra sfamando i loro bambini e la loro famiglia con dignità!
Siamo solo a oltre 10.000 settimane di lavoro! Con l’aiuto al lavoro dei capifamiglia nel sud del mondo è nato il Programma Microimprese: che consiste, grazie all’impegno dei piccoli imprenditori e artigiani italiani (ce ne sono oltre 1.000.000 in Italia) nell’aiutare le persone sul posto, tramite le Missioni, a creare nuove microimprese nel sud del mondo. Abbiamo appena cominciato e con successo dalla Costa d’Avorio con 24 nuove microimprenditrici. I progetti realizzati, anche se piccoli e apparentemente insignificanti nella massa dei fatti quotidiani, fanno da lievito nei cuori e anche nelle intelligenze, come l’embrione nella vita, creando nuovi approcci più radicali ed efficaci a problematiche imponenti come è la miseria di milioni di uomini.
Un esempio di ciò è stato il Programma di Conversione Nucleare in progetti di sviluppo nel Sud del mondo che da quando è stato presentato nel 1989 fino ad oggi ha accompagnato la distruzione delle prime 9.000 testate nucleari in disarmo delle superpotenze. E nei nuovi scenari mondiali, urge tanto. Ora con il Portale informatico delle Reti della Solidarietà (www.civiltadellamore.org) e il grande carico dei risultati da moltiplicare sul campo la sfida si allarga anche altrove per la Civiltà dell’Amore di Cristo, Misericordia nel dramma della società di oggi.

Tratto dalla conferenza stampa del 29 Aprile 2005:

La vasta eco suscitata ovunque nel mondo dai recenti eventi verificatisi nella Chiesa col ritorno al Padre di Sua santità Giovanni Paolo II e dall’elezione del nuovo Pontefice, mi inducono ad iniziare questo mio breve indirizzo di saluto con le parole pronunciate da Papa Benedetto XVI nel corso dell’omelia di domenica 24 aprile. "Egli è il buon pastore che offre la sua vita per le pecorelle. Il Pallio dice innanzi tutto che tutti noi siamo portati da Cristo. Ma allo stesso tempo ci invita a portarci l'un l'altro. Così il Pallio diventa il simbolo della missione del pastore...La santa inquietudine di Cristo deve animare il pastore: per lui non è indifferente che tante persone vivano nel deserto. E vi sono tante forme di deserto. Vi è il deserto della povertà, il deserto della fame e della sete, vi è il deserto dell'abbandono, della solitudine, dell'amore distrutto. Vi è il deserto dell'oscurità di Dio, dello svuotamento delle anime senza più coscienza della dignità e del cammino dell'uomo. I deserti esteriori si moltiplicano nel mondo, perché i deserti interiori sono diventati così ampi. Perciò i tesori della terra ... sono asserviti alle potenze dello sfruttamento e della distruzione. La Chiesa nel suo insieme, ed i Pastori in essa, devono mettersi in cammino, per condurre gli uomini fuori dal deserto, verso il luogo della vita, verso l'amicizia col Figlio di Dio, verso Colui che ci dona la vita, la vita in pienezza". Queste parole pronunciate dal Santo Padre durante la Celebrazione Eucaristica con cui ha dato inizio al suo ministero petrino sintetizzano assai efficacemente il programma della missione ecclesiale nella diakonia della carità, alla quale membri, collaboratori e sostenitori del Comitato di collegamento di Cattolici per una civiltà dell'amore, fin dal 1986, cercano di offrire generoso e disinteressato contributo. Di ciò rendono efficace testimonianza gli oltre ventiduemila progetti sin qui realizzati insieme con i missionari nel sud del mondo, come pure le varie campagne scaturite da quella madre denominata "Contro la fame, cambia la vita": "adozione a distanza", "adotta un papà", "conversione delle armi nucleari in progetti di sviluppo nel sud del mondo" e, per finire il programma "microimprese", con l'apporto del mondo artigiano italiano e col sostegno collaterale di Artigiancassa. Il Comitato, ben conscio di non essere solo ad operare nel variegato mondo della carità e della solidarietà, ha desiderato porsi come servizio aperto a tutti gli operatori, lanciando l'idea di un Portale della Carità, finalmente realizzato in collaborazione con la Caritas Italiana, con la Comunità S. Egidio, con il Movimento per la Vita, con la FOCSIV, con l'Associazione Giovanni XXIII, ed altri allo scopo di offrire strumento di adeguata informazione e riferimento a quanti desiderano offrire sostegno alle molteplici iniziative di solidarietà umana. Saluto con vivo affetto e ringrazio di gran cuore per la loro generosa dedizione don Benzi, Suor Paola, l'on. Casini come pure i rappresentanti della Comunità di S. Egidio, della Caritas Italiana e della FOCSIV, come pure quelli del mondo dell'artigianato qui convenuti per la presentazione ufficiale del Portale all'opinione pubblica. A voi ed a tutti i vostri collaboratori va la riconoscenza del Pontificio Consiglio Cor Unum, che ho qui l'onore di rappresentare, per quanto da tempo andate realizzando in favore dell'umanità sofferente: accoglienza ed assistenza agli immigrati in tutte le loro problematiche, assistenza ai carcerati ed alle loro famiglie, sostegno alla vita nascente, assistenza agli anziani ed alle persone sole, sostegno alla promozione umana integrale nei Paesi in via di sviluppo e alla formazione del volontariato In particolare saluto voi, specialisti della comunicazione e vi incoraggio a collaborare in verità e puntualmente alla concreta efficacia di tale prezioso servizio. Vorrei condividere con voi una riflessione riguardo al programma micro-imprese. E' un progetto assai stimolante e fecondo di possibilità che deve essere svolto con sincerità di cuore e proteso ad una reale giustizia redistributiva. Esso deve irrobustire un equo e solidale scambio di esperienze e di culture e creare reciproco arricchimento. Non deve favorire il trasferimento di aziende all'estero a motivo del ridottissimo costo di produzione, ma contribuire al trasferimento di tecnologie ed alla formazione delle persone locali al loro sfruttamento secondo le culture e le potenzialità locali perché possano ottimizzare le loro risorse naturali da offrire al mondo industrializzato e da questi ricevere i prodotti confacenti alle reali necessità locali attraverso un mercato equo e solidale. In caso contrario ne verrebbero due gravissime conseguenze: selvaggio sfruttamento della forza lavoro nei paesi in via di sviluppo ed impoverimento delle popolazioni dei Paesi industrializzati, che verrebbero a confrontarsi con una crescente disoccupazione o sotto occupazione; e tutto ciò creerebbe le basi di una deflagrazione sociale di imprevedibili conseguenze. Evidentemente quanto detto riguarda in particolar modo le grandi imprese. Perciò le piccole e medie devono sentirsi elemento trainante del necessario mutamento di rotta. Concludo, citando Sua Santità Benedetto XVI nel discorso rivolto agli Em.mi Cardinali il 20 aprile, incoraggiando la vostra comune e coerente adesione all'impegno da Lui assunto in nome anche di tutti noi: "Invoco da Dio l'unità e la pace per tutta la famiglia umana e dichiaro la disponibilità di tutti i cattolici a cooperare per un autentico sviluppo sociale, rispettoso della dignità d'ogni essere umano".
Grazie di cuore. Ci benedica tutti il Signore e ci illumini col Suo Divin Spirito nel nostro cammino di testimoni del Suo Amore per l'umanità, concretizzatosi con il dono di Cristo, la cui luce siamo tutti chiamati a far risplendere.

Mons. Karel Kasteel
Segretario del Pontificio Consiglio Cor Unum