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Conferenza

21ª campagna Microprogetti
Per una Civiltà dell'Amore

31 ottobre 2007
Roma ore 11.30 V.le dei Mille 6
presso Spes Agenzia Volontariato

Se la precarietà mina la società, la solidarietà verso tutti i poveri - con piccole cose per grandi obbiettivi - costruisce la Civiltà dell’Amore. In 20 anni realizzati oltre 26.000 progetti di sviluppo nel Sud del mondo e ora anche il lavoro ai papà/mamme nella propria terra e i propri cari.

Documento tratto dalla conferenza stampa:

Innanzi tutto desidero recarvi il saluto dei Responsabili del Pontificio Consiglio COR UNUM. In assenza dell’Arcivescovo Paul Josef Cordes, che si trova all’estero, Mons. Karel Kasteel, Segretario del Dicastero, mi ha pregato di rappresentarlo in questo vostro incontro.
Questa Conferenza Stampa, promossa dal Comitato di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell’Amore per rilanciare la propria variegata campagna in favore delle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo, si colloca felicemente nel contesto del 40° anniversario dell’Enciclica Populorum progressio del S.d.D. Papa Paolo VI. Da quell’importante Documento papale, che è parte rilevante della Dottrina Sociale della Chiesa, scaturirono nell’ambito ecclesiale e di seguito anche in ambito sociale, una miriade d’iniziative protese ad avviare concreti programmi di cooperazione allo sviluppo armonico dei popoli. Anche il Pontificio Consiglio COR UNUM è figlio di quell’Enciclica, come lo è il vostro Comitato di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell’Amore. E voi lo sapete bene, possiamo affermare con convinzione de Papa Paolo VI fu il Papa della Civiltà dell’Amore.
L’Amore è il motore di ogni azione umana. Esso va perciò alimentato perché non perda colpi e si frappongano così ostacoli insormontabili alla realizzazione delle buone intenzioni. L’Amore fa trovare sempre vie nuove per vivere e rigenerarsi e per diffondersi. E lo fa attraverso testimoni fedeli e generosi, piccoli e grandi che essi siano.
Questo fatto ci viene confermato dalla trentennale esperienza del Comitato Cattolici per una Civiltà dell’Amore, che, partendo dall’intuizione delle adozioni a distanza, ha inventato le campagne “contro la fame cambia la vita”, “adotta un papà”, “Conversione delle armi nucleari in progetti di sviluppo nel sud del mondo” ed ora si è addentrato nella stimolante progetto delle micro-imprese nel sud del mondo. In quest’ultimo ambito è stato assunto il sostegno a 13 progetti da realizzarsi in alcuni Paesi della regione saheliana, che comprende Burkina Faso, Capo Verde, Ciad, Gambia, Guinea Bissau, Mali, Mauritania, Niger e Senegal.
Si tratta di progetti presentati alla Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel e che questa non ha potuto sostenere per mancanza di fondi. Questa Fondazione, in effetti, annualmente finanzia circa 200 progetti nell’ambito della lotta contro la siccità e la desertificazione per un importo complessivo di circa due milioni di Euro. Essa è costretta a tralasciarne almeno una trentina per i motivi già detti. Larga parte di questi finanziamenti proviene dai fedeli italiani tramite il Comitato della Conferenza Episcopale Italiana per gli Interventi Caritativi a favore del Terzo Mondo. Dal 1984, quando fu istituita dal S.d.D. Papa Giovanni Paolo II, ad oggi sono stati oltre quattromila i progetti realizzati per un importo complessivo di oltre 40 milioni di Euro.
Intorno alle aride cifre c’è tutta una gamma di persone che opera con passione testimoniando Amore. In primo luogo i Missionari (uomini e donne), il Clero e le Congregazioni Religiose locali, laici e laiche opportunamente formati che spendono le loro energie soprattutto nel campo della formazione integrale delle persone nei villaggi più sperduti e nelle città, creando il substrato su cui costruire del proprio sviluppo. Poi le Agenzie di aiuto ed i benefattori, che sono persone private e comunità ecclesiali e laiche.
I bisogni sono tanti e le risorse sono impari. E’ necessario che esse si moltiplichino, evitando di indurre alla dipendenza, ed ottimizzandole investendole in processi produttivi che favoriscano l’autosviluppo delle popolazioni interessate, talché si realizzi un’autentica cooperazione, che attraverso lo scambio di esperienze, di persone e di beni secondo criteri di giustizia e di reciprocità, possa rendere possibile l’instaurarsi della Civiltà dell’Amore e di una vera Pace.
E’ questo il nostro augurio ed il nostro incoraggiamento a proseguire con rinnovata generosità. E nei vostri sforzi vi siano di aiuto sincero gli operatori della comunicazione, che tanto grande importanza in questo tempo di globalizzazione, collaborando alla Civiltà dell’Amore.

dr. G. Giannini - Pontificio Consiglio Cor Unum