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Conferenza

PROGRAMMA ARTIGIANI IN COSTA D’AVORIO

Sono il Direttore Generale di Artigiancassa, una banca che ha come mission quella di favorire l’operatività delle imprese artigiane e delle micro, piccole e medie imprese fornendo loro specifici strumenti di crescita e di sviluppo.
Siamo infatti l’unica banca italiana specializzata nel sostegno finanziario delle microimprese e delle imprese artigiane in particolare, tramite finanziamenti diretti e gestione di fondi agevolativi pubblici (statali e regionali), comunitari e privati (Inail) che consentono di ridurre il costo dei finanziamenti concessi dal sistema creditizio/finanziario alle imprese artigiane per la realizzazione di investimenti produttivi. Artigiancassa è stata inoltre la prima banca italiana ad ottenere la certificazione di qualità per la “gestione dei fondi pubblici di agevolazione” e, successivamente, per l’erogazione di crediti diretti sempre alle imprese artigiane e alle micro e piccole imprese.
I princìpi dell'etica e della responsabilità sociale, nel rispetto del proprio conto economico, sono insiti nella missione di Artigiancassa, il cui forte impegno sociale si manifesta anche sostenendo l’attività di molte ONLUS impegnate nel sociale, soprattutto in ambiti di forte disagio morale o materiale (tossicodipendenze; assistenza a portatori di handicap, ragazze-madri o malati terminali; centri anziani; parrocchie; adozioni a distanza ecc.) e l’attività di volontari in loco soprattutto nelle zone più povere dell’America Latina e dell’Africa.
Questo spiega la mia presenza al Vertice di oggi; al riguardo desidero ringraziare l’Ingegnere Rotunno, Segretario del Comitato di Collegamento dei Cattolici, per averci invitato a portare la testimonianza di un intervento effettuato in collaborazione col Comitato e andato a buon fine, il “Programma Artigiani” in Costa d’Avorio.
Nel 2003 l’Ingegnere Rotunno si è rivolto ad Artigiancassa chiedendo collaborazione per la realizzazione di un progetto di sviluppo di microattività imprenditoriali in Costa d’Avorio, nell’ambito della Campagna nazionale “Contro la fame cambia la vita”.
L’idea ci ha subito interessato, anche perché era basata su due presupposti per noi importanti:
- il primo era evitare indiscriminati aiuti meramente economici, privilegiando invece un programma di formazione.
- Il secondo è stata la constatazione che in Costa d’Avorio è attivo un artigianato per così dire “spontaneo”, che si limita ad alcune attività essenziali ma che rappresenta comunque un fenomeno in espansione.
Il lavoro congiunto di progettazione ha portato al “Programma Artigiani”, una importante iniziativa di solidarietà in una zona tra le più disagiate d’Africa. Il “Programma Artigiani”, infatti, aveva l’obiettivo di favorire la nascita di piccoli laboratori di sartoria, pasticceria ecc. nella bidonville di Derriere Wharf alla periferia di Abidjan, dove le Suore della Missione Clarettiana hanno aperto da alcuni anni un Centro di Accoglienza con annessa Scuola di formazione per ragazze giovani e giovanissime, alcune delle quali già madri, in molti casi tolte letteralmente dalla strada.
Ma perché “Programma Artigiani”?
Perché le imprese artigiane associate alle Confederazioni nostre partner (Confartigianato, CNA e Casartigiani) si sono impegnate nel “Programma” insieme ad Artigiancassa ed al CCC, fornendo un importantissimo aiuto sotto due aspetti:
- raccogliendo e donando alla Missione Clarettiana i macchinari e le attrezzature dismesse dal normale ciclo produttivo ma ancora funzionanti;
- assistendo in una seconda fase, con azioni di tutoraggio “in loco”, la nascita delle microimprese e la formazione delle necessarie figure professionali. I tutor volontari, in tal modo, hanno messo a disposizione di questa causa umanitaria la loro esperienza di maestri artigiani e il loro tempo.
Coordinare le varie fasi di realizzazione del progetto non è stato semplice: dalla raccolta dei materiali al loro stoccaggio, dalla spedizione allo sdoganamento, dalla messa in opera dei macchinari al reperimento dei volontari disposti a sacrificare per oltre un mese affetti, guadagni, tempo per il “Programma Artigiani”: non sono mancati i momenti di difficoltà, gli intoppi, i rallentamenti; pensate – lo dico ora con un sorriso, ma al momento la cosa destò non poche preoccupazioni – che neanche un colpo di stato, verificatosi con non poco spargimento di sangue proprio in quel periodo in Costa d’Avorio, è riuscito a fermarci: evidentemente, lassù godevamo di buone protezioni!
A parte gli scherzi (ma il golpe non fu uno scherzo!), grazie alla tenacia del CCC, di Artigiancassa, degli artigiani, delle missionarie clarettiane e di tutti quelli che hanno dato il loro contributo per la riuscita del “Programma”, alla fine si sono visti i risultati: sono nate una trentina di microimprese tra sartorie a domicilio, laboratori di sartoria, pasticcerie e centri di servizio (battitura di testi al computer, fotocopie ecc.) oltre all’integrazione dell’offerta didattica del Centro di Formazione della Missione in termini di dotazioni informatiche.
In sostanza, grazie al “Programma Artigiani”, circa sessanta giovani diplomate presso il Centro di Formazione della Missione Clarettiana hanno potuto avviare un’attività lavorativa e produttiva nel loro paese, sviluppando, con l’incremento degli affari, ulteriore indotto occupazionale.
Sessanta posti di lavoro, si potrebbe obiettare, non sono gran cosa in un paese disperato, ma, a parte che l’alternativa per molte di queste ragazze sarebbe stata la fame o la prostituzione, la cosa più importante è stata indicare una via valida, percorribile e concreta.
L’iniziativa del resto fu molto apprezzata: ricevemmo la Benedizione Apostolica del Santo Padre Giovanni Paolo II, il Patrocinio del Ministero delle Attività Produttive, ed espressioni di vivo apprezzamento ed incoraggiamento dell’allora Sottosegretario agli Affari Esteri con delega per l’Africa, oltre che i ringraziamenti del Governo della Costa d’Avorio.
Un altro aspetto importante della nostra partecipazione al “Programma Artigiani” è stato, sia per Artigiancassa sia per gli artigiani il “fare rete”, il “fare sistema”, la collaborazione.
Ora, per tornare al presente, l’auspicio è che il nuovo intervento del Comitato, che si è assunto l’impegno di portare avanti 13 progetti nel Sahel che la Fondazione “Giovanni Paolo II per il Sahel” non ha potuto finanziare per mancanza di fondi disponibili abbia successo. L’esperienza di Artigiancassa ha dimostrato che anche piccole somme possono portare a grandi, insperati risultati, ma è necessario il coinvolgimento e la partecipazione di molti generosi benefattori.

Avv. Gianfranco Verzaro - Direttore Generale Artigiancassa