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Avvenire

DAL DISARMO NUCLEARE, LA SPERANZA PER IL FUTURO

Giovedì scorso all’Assemblea degli industriali veniva dichiarata dal ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, rappresentante del nostro Governo, la volontà di rilanciare in Italia quella indipendenza dall’estero, da troppi anni perduta, che ci ha portato ad essere all’ultimo posto tra i paesi europei.
Nelle stesse ore un’altra riunione molto più modesta, ma ugualmente importante si svolgeva a Roma nella prestigiosa sede dell’Enel messa a disposizione per il simposio voluto dal “Comitato per una Civiltà dell’Amore” dal titolo: “MEGATONS TO DEVELOPMENT”. È questo il progetto per convertire testate nucleari disarmate in combustibile nucleare.
A prima vista sembrerebbero due progetti antitetici. Sono invece tutti e due rivolti a migliorare la società e la vita. Il piano promosso dal Comitato mentre permette di eliminare le giacenze di uranio “riprocessato” metterebbe a disposizione un dividendo economico volto al finanziamento di progetti di aiuto al sud del mondo. Questo programma già presentato nell’aprile del 2007 ad Assisi, preceduto da altre due Convenzioni nel 2002 e poi nel 2004, ha oggi una versione più completa.
Per dare un’idea al lettore che non può conoscere un tema così particolare si può fare un esempio molto semplice con dei numeri: nel mondo ci sono oggi 60 mila testate nucleari, di queste già 20 mila sono state convertite dalla Russia e dall’America dopo un primo incontro con il Comitato per una Civiltà dell’Amore avvenuto nel 1992. e l’energia che si può ottenere dall’uranio dopo lo smantellamento di 8000 testate nucleari è equivalente al consumo complessivo da parte di tutta la popolazione europea in un anno.
Il nuovo programma annunciato “Megatons to megawatts” si propone di trovare un accordo politico per la creazione e l’utilizzazione del dividendo economico che scaturisce dalla produzione di nuovo combustibile dal disarmo delle testate nucleari. Ora tocca all’Europa iniziare questa strada che aprirebbe ai paesi poveri, dove ogni giorno vediamo morire di fame interi villaggi mentre noi siamo a tavola, una possibilità di vita. I microprogetti messi in atto dai Missionari e da alcune Organizzazioni Internazionali mettono sempre più in chiaro quale sia il compito di ognuno di noi.
Si tratta infine di un invito al dialogo a tutte le Istituzioni affinché appoggino questa iniziativa con il supporto politico necessario con il contributo dell’Industria Nucleare Europea, le Organizzazioni non Governative, quelle Europee ed Internazionali. È una grande opportunità che ci viene offerta per aiutare i nostri fratelli meno fortunati.
Per questa ragione vogliamo qui ricordare le parole espresse dal Papa Benedetto XVI nell’Angelus del 29 Luglio 2007: “… i cambiamenti evvenuti nella nostra società negli ultimi 50 anni evidenziano come nel difficile crocevia che stiamo vivendo sia sempre più attuale e di grande importanza promuovere la non proliferazione nucleare, incoraggiare un progressivo e concordato disarmo e favorire l’uso pacifico e sicuro della tecnologia nucleare per uno sviluppo integrale dell’’uomo che sia rispettoso dell’ambiente e attento alle necessità dei più bisognosi”.

Maria Romana De Gasperi - Presidente Onorario del Comitato per una Civiltà dell'Amore - Avvenire del 24/05/08