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Intervista a mons. Raffaello Martinelli, Vescovo di Frascati

“Adotta un Papà nel Sud del Mondo: lavorerà la sua terra, salverà la sua famiglia!”: è stato questo lo slogan scelto dal Comitato di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell'Amore, in occasione della “Festa del papà 2010”, per rilanciare su scala nazionale la propria campagna avviata già nel 2001 con l'appello di Giovanni Paolo II.
Parallelamente a quanto realizzato quest’anno nella Capitale, il segretario generale del Comitato, Giuseppe Rotunno ha scelto Frascati, città pilota dell’iniziativa, come luogo da cui proseguire la tradizionale Campagna. Il 19 marzo si è svolto un incontro culturale presso la scuola di Villa Sciarra, dove bambini, insegnanti e famiglie da 5 anni stanno sostenendo 5 papà insegnanti nella scuola gemellata delle Missionarie Oblate a Parque Jair, in Brasile. All'incontro ha partecipato anche il Vescovo, Mons. Raffaello Martinelli. L'invito alla solidarietà tra famiglie e al sostegno dei papà poveri è stato nuovamente rinnovato in tutte le parrocchie della Diocesi durante le celebrazioni domenicali, a partire dalla Sanata Messa celebrata dal Vescovo nella Cattedrale di Frascati il 21 marzo. Particolare attenzione è stata dedicata quest'anno ai papà in Camerun e India. L'evento si è concluso domenica 21 con un concerto gratuito offerto dal Gruppo Gospel ONE VOICE, presso l'Auditorium della casa “Mondo Migliore”, ove è stato possibile offrire liberamente un contributo per il sostegno del lavoro dei papà nel Sud del Mondo.
Qui di seguito le dichiarazioni del Vescovo di Frascati mons. Raffaello Martinelli, a proposito della campagna avviata dal Comitato.
"Adottare un papà" nei Paesi più poveri potrebbe essere una soluzione al grave problema del sottosviluppo. La formula di offrire una o più settimane di lavoro da parte di una famiglia italiana, tramite i Missionari sul posto, ha trovato una felice accoglienza. Lei che valutazione fa degli aiuti ai Paesi poveri così come sono impostati oggi a livello nazionale ed internazionale?
“Ogni tipo di aiuto anche di carattere materiale economico può essere sempre di grande giovamento per chi vive nell’estremo bisogno e miseria. Certo è che bisogna pur sempre cercare di creare, in loco, le condizioni e possibilità per un dignitoso posto di lavoro, in modo da rendere autosufficienti quanti possono svolgere un lavoro onesto a sostegno di se stessi, della propria famiglia e per il buon progresso e sviluppo della società. Ottimo anche il fatto del coinvolgimento dei Missionari, i quali conoscono per esperienza diretta i bisogni della gente e sono in grado di far arrivare ai più bisognosi integralmente ed efficacemente l’aiuto di cui necessitano”.
Come potrebbe incoraggiare le famiglie della Sua Diocesi verso azioni solidali quali quella promossa dal Comitato Cattolici?
“La nostra Diocesi di Frascati ha attivato da un anno un Fondo Economico di sostegno e di solidarietà per le Famiglie in cui i genitori hanno perso il lavoro durante questo periodo così difficile per l’economia italiana e non solo. E fin’ora sono state aiutate circa un centinaio di famiglie. Molto resta ancora da fare. E per questo serve la sensibilizzazione, la solidarietà, il contributo e il coinvolgimento di tutti, sia dei cittadini sia delle istituzioni pubbliche e private. Unendo gli sforzi, si riesce ad aiutare di più e meglio”.

Luigi Crimella - Sir