Civiltà dell'Amore logo
Avvenire

Lo sviluppo solidale è la vera alternativa alle guerre

Il Comitato di Collegamento dei Cattolici ha promosso un convegno ad Assisi dal titolo L'Europa abbraccia l'Africa. Un titolo che appare strano in questo tempo quando è in atto un nuovo tipo di guerra che non ha confini precisi, che ci può colpire da ogni parte ed in ogni paese; qualcosa che ci fa temere per la sicurezza della nostra strada di civiltà. Per vincerla ci viene chiesto coraggio delle nostre opinioni, della nostra fede nell'umanità, determinazione nel difendere la libertà di pensiero, rispetto delle opinioni dall'altro. E sopra ogni cosa non agire sotto la paura, ma superare il terrore con il coraggio della ragione e la forza della conoscenza che ci aiutano a capire quanto possiamo essere nel giusto.
Allora anche questa iniziativa, che in questi giorni può sembrare fuori luogo, è invece un segno di libertà. È una delle risposte a chi cerca distruggere, con l'aiuto delle armi, la forza di intraprendere nuovo lavoro, nuove imprese, nuove cooperazioni.
L'Europa abbraccia l'Africa è un programma di solidarietà iniziato nel 1986 che ha promosso e sostenuto 28 mila microprogetti di sviluppo sostenibile per aiutare i paesi poveri con lo scopo di promuovere lavoro, istruzione e formazione nella logica di una cultura di sviluppo solidale tra i due Continenti.
Oggi attraversiamo un momento difficile, oppresso dalla paura di perdere il nostro modo di vivere, che ci fa dimenticare altre prospettive di crescita di paesi non coinvolti in questa atmosfera di guerra. Chi ci combatte con atti terroristici vuole incidere sulla nostra capacità di camminare con serenità, di portare avanti i progetti di condivisione e di aiuto alle popolazioni che ora non hanno altra prospettiva che lasciare il proprio paese e sopravvivere come migranti sulle coste europee.
Il Fondo fiduciario europeo d'emergenza per l'Africa stanziato per le cause profonde della migrazione e per la stabilità di questo Continente, è una chance da utilizzare nell'ambito della cooperazione allo sviluppo mettendo in comune risorse di grandi proporzioni, che vengono da differenti donatori. Fondo che dovrebbe essere utilizzato anche nelle regioni del Sahel, del lago Ciad, del Corno d'Africa e in altre regioni del nord per promuoverne la stabilità.
Se c'è stato un errore nell'Europa di ieri è quello di aver sfruttato e non educato l'Africa alla conoscenza, alla politica, alla economia, allo studio delle nuove tecniche. L'incontro di Assisi ci ricorda che aprire le braccia all'Africa è aprire la via a una nuova crescita cosciente e matura.
Le guerre di oggi nascono quando non si crede al valore della vita, quando si ricorre alla droga per avere il coraggio di distruggere se stessi, quando si impara che la terra non è più fonte di vita, ma solo polvere del deserto.

Maria Romana De Gasperi